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Il giocatore dell'Everton non ha piazzato le scommesse. Perché la FA lo ha multato lo stesso?

Il giocatore dell’Everton non ha piazzato le scommesse. Perché la FA lo ha multato lo stesso?

Il calciatore dell’Everton Martin Sherif è stato multato di 5.000 sterline, circa 6.600 dollari, per aver violato le regole sulle scommesse della Football Association. In quindici mesi, tramite conti a suo nome, sono state effettuate 61 scommesse sul calcio.

Sherif ha sostenuto di non averle piazzate personalmente: i conti erano usati da altri. Ha comunque ammesso la violazione, perché aveva aperto e finanziato i conti che consentivano a terzi di scommettere.

Le regole FA spiegano l’apparente contraddizione. Ai calciatori è vietato non solo scommettere, ma anche ordinare, permettere, causare o consentire direttamente o indirettamente che un’altra persona scommetta sul calcio.

Cosa ha accertato la commissione

La FA ha individuato sei conti di scommesse a nome di Sherif. Tra il 20 novembre 2024 e il 12 febbraio 2026 sono stati usati per 61 giocate:

  • 42 nel 2024/25 e 19 nel 2025/26;
  • puntate totali per 1.974,77 sterline, circa 2.600 dollari;
  • ritorni per 1.539,02 sterline, circa 2.030 dollari;
  • perdita netta di 435,75 sterline, circa 575 dollari.

La multa ha quindi superato di oltre due volte l’intero volume delle giocate e di circa undici volte la perdita effettiva.

Sherif ha spiegato che avevano scommesso altre persone e che lui non ne aveva tratto beneficio. Il denaro proveniva dal suo conto bancario. I conti erano però intestati, collegati e finanziati da lui. Conservava l’accesso e ha ammesso di controllare che ci fossero fondi sufficienti.

La FA ha ritenuto difficile credere che non sapesse delle scommesse. In ogni caso non serviva dimostrare che avesse premuto lui il pulsante: aveva ammesso di aver permesso o favorito l’uso dei conti creati e finanziati da lui.

Perché il divieto riguarda anche le scommesse altrui

Se la regola coprisse solo le giocate confermate fisicamente dal calciatore, sarebbe semplice aggirarla passando denaro, accesso o istruzioni a un’altra persona.

La Regola E8 comprende quindi attività dirette e indirette. Un partecipante non può scommettere dal proprio conto, usare un intermediario o aiutare terzi a scommettere sul calcio mediante conti sotto il suo controllo.

La commissione ha evidenziato due aggravanti: Sherif avrebbe consentito l’accesso a persone che non potevano aprire conti propri e ha continuato a finanziarli mantenendo accesso costante.

Il fatto di non aver scommesso personalmente ha inciso sulla sanzione, ma non ha eliminato la violazione.

Le scommesse toccavano il suo ambiente professionale

La decisione non indica partite, mercati o quote. Dice però che alcune giocate riguardavano competizioni in cui erano coinvolti Sherif o il suo club. Era tesserato dall’Everton e nel 2025/26 fu ceduto a Rotherham United e Port Vale.

La commissione non ha accertato scommesse sulle sue partite, uso di informazioni riservate o tentativi di influenzare risultati. Le linee guida hanno trattato il caso come privo di scommesse sul club del giocatore.

Una violazione delle regole non equivale automaticamente a match-fixing. Qui si discuteva di accesso ai conti e agevolazione delle giocate di terzi, non di manipolazione provata.

Perché non è arrivata una squalifica

La commissione ha considerato l’ammissione tempestiva, la piena collaborazione, l’età di 18–19 anni, l’assenza di precedenti e il rimorso. Sherif ha inoltre chiuso tutti i conti e parlato ai giovani dell’accademia dei rischi di scommesse e casinò.

Era però già professionista, aveva seguito corsi sull’integrità e sapeva che ai calciatori è vietato scommettere sul calcio ovunque. L’età ha attenuato la sanzione, non la responsabilità.

La commissione ha ritenuto equa e proporzionata una multa di 5.000 sterline, senza squalifica sportiva.

Un conto intestato a te resta una tua responsabilità

Il caso mostra perché la titolarità di un conto non può essere separata dalle operazioni effettuate. Documenti, metodo di pagamento e cronologia appartengono a un cliente. Per la FA era decisivo che un professionista avesse dato accesso a terzi e continuato a finanziare i conti.

Sherif potrebbe non aver scelto partite né ricevuto vincite, ma ha fornito e finanziato i propri conti. Le giocate non erano necessariamente vietate a quelle persone; la violazione consisteva nell’aiuto dato da un calciatore professionista per scommettere sul calcio.

Fonti: decisione della commissione indipendente FA, comunicato FA.